Medea, ovvero Manifesto per una società femminocentrica

Dea nuda, Medea disperata
furore travestito da Madre
su cui si infrangono martìri e peccati
sono come un uomo, ridi e scolpiscimi
Veneri bastarde muoiono sotto il mio ventre
la forma del sesso è una geometria dolorosa
io, generata da un utero in fiamme
mi spengo
io corpo
ecco, il furore dell’ebbrezza
le dee sono tutte figlie di Dioniso
(con il pube ricoperto di vino)
fiumi di lacrime separano il seno
mentre nuovi frutti si confondono con la forma del corpo
per cosa travesto il mio sesso vergine?
per come ammazzate le mie parole
il muoversi tormentato in questi labirinti di cemento che sanguinano vagiti
nasce, costretto all’eccidio del pianto
una sciagurata cretineria truccarsi da uomo
la stoffa eccede il desiderio
strappa la carne alla cenere e si ricopre di vernici
quanta iconografia
che umano sia il vivere, non è che atto
comunicare alle spose che la loro crocifissione
è una disgrazia
un nuovo bambino ha purificato l’ennesimo grembo infelice
e una madonna d’ospedale si esibisce nel femmineo dei suoi denti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...