Ritratto d’un turpe (Cyrano)

Voi, occhi spenti
da dove venite?
mi chiedo se la morte batta i rintocchi
nemmeno quest’oggi
bocca frivola, non chiederti
chi sono
ammirati, turpe lineamento
e guance cadenti

Alla mia dama,
non ho smesso i panni dell’esteta
ma nessun corpo
mi ridarà il tuo collo

Conto le ossa della schiena
troppe, ieri erano molte meno
e le braccia, quante
per un cranio solo
ma non ho mani
inevitabile
e con gli ultimi occhi
ho visto le labbra cadere
chissà chi le calpesterà

Se il tormento che nutro
non fossi che io
maciullerei il mio bimbo
un bel corpo d’infante

Mi ammiro, pensieroso
e la mia figura mi fa ingordo
di nuove torture
ma non più corpo gelido
soggetto deforme

Ormai, respiro

Da Metamorfosi di Cyrano

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